Blue Whale, qualche riflessione
Non ho abbastanza dati per stabilire quanto il caso blue whale sia un fenomeno gonfiato ad arte per scopi commerciali o quanto sia un'emergenza sociale, il fatto che susciti tanto interesse soprattutto tra i giovanissimi permette però agli educatori di leggere tra le righe perchè potrebbe far presa sugli adolescenti.
Quali bisogni profondi entrano in gioco?
- Il bisogno di essere visti
Mi colpisce soprattutto questa idea del mandare un messaggio "cifrato" e aspettare che qualche misterioso personaggio ti trovi e si metta in contatto con te.
Il bisogno di essere "visti", non è esibizionismo, è il desiderio che qualcuno si accorga di noi, che ci veda, che sappia che esistiamo...
Questo invito "E adesso trovami..." non è solo voler partecipare ad un gioco pericoloso, ma il desiderio che qualcuno venga a stanare proprio me in mezzo a milioni di adolescenti che in ogni parte del globo navigano in rete.
È come mandare un messaggio nella bottiglia sperando che qualcuno ci soccorra nel nostro anonimato, nel nostro sentirci sperduti, perchè la nostra vita scorre via e nessuno la coglie. E allora se nessuno ci vede, se intorno a noi troviamo solo vuoto o indifferenza, tanto vale chiamare qualcuno che ci faccia sentire speciali perchè vogliamo morire.
Gli adolescenti ci stanno dicendo "io esisto, guardami! Ora che sto crescendo cerco di dare un senso alla mia vita. Aiutami."
- Il bisogno di guida
Ma come, l'adolescenza non è l'età della trasgressione? Il momento in cui tutte le regole vengono messe in discussione? Perchè i teenagers dovrebbero voler seguire le indicazioni di questi psicopatici sapendo già dall'inizio che stanno andando verso il baratro? Solo per il brivido di provare fino dove possono spingersi? Viene da chiedersi se ci sia mai stato qualcuno che sia preso la briga di dare dei confini, per proteggerli, per educarli. Se ho bisogno di trovare qualcuno che mi guidi verso la morte è perchè intorno a me non vedo nessuno che mi possa dare due dritte su come funziona la vita, nessuno mi ha fatto capire che esistono un bene e un male, e che io ho una responsabilità nei confronti degli altri e di me stesso. - Il bisogno di appartenenza
È un bisogno fondamentale a quest'età e qui diventa appartenenza ad un nucleo segreto, i cui 50 step ricordano le prove di iniziazione delle società tribali, anche se ci sono delle differenze. Se al ragazzino veniva chiesto di dimostrare di essere in grado di superare le sue paure per saper affrontare le prove della vita, in questo caso le varie prove, autodistruttive in maniera crescente, sono finalizzate alla morte.
C'è un proverbio che dice che per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio.
Quanto questi ragazzi si sentono parte di qualcosa di importante, quanti di loro hanno un tessuto sociale che li sostiene a prescindere dalla famiglia? - Il bisogno di trovare la propria identità
Al bisogno di appartenenza è legato il bisogno fondamentale degli adolescenti, ovvero il bisogno di trovare la propria identità, di scoprire chi si è.
Ma se a definire chi sono è un gioco che mi porta alla morte, vuol dire che di tutte le cose che potrei essere o diventare, scelgo di essere uno che vuole morire.
Forse perchè pensavo di poter smettere quando volevo? Forse perché volevo provare un'emozione forte?
Non so, come dicevo all'inizio, quanto preoccupante e diffuso sia il fenomeno blue whale, quali fragilità personali e quali situazioni spingano i ragazzi a pensare di parteciparvi, mi sembra che però sia chiaro che se i bisogni degli adolescenti non vengono colmati in maniera sana da noi adulti, i rischi possono concretizzarsi in forme tanto differenti quanto reali.






