Come andare alle radici delle incomprensioni, per vivere meglio
I due opposti introverso/estroverso
Perché con alcune persone proprio non ci troviamo?
Pur amandole non riusciamo ad andare d’accordo con loro ed ogni nostro tentativo di dialogo si risolve in un muro contro muro, tanto che la nostra impressione finale è quella di un’accresciuta solitudine?
La psicologia, da Jung in poi, ed altre discipline come la PNL (Programmazione NeuroLinguistica) hanno teorizzato i filtri attraverso cui osserviamo ed analizziamo il mondo, filtri che possono essere del tutto antitetici rispetto a quelli di un altro individuo. Pensiamo solo alle due attitudini Introverso/Estroverso teorizzate da Jung a cui corrispondono due modi opposti di trovare il proprio benessere.
L’introverso si ricarica stando da solo, ama i luoghi poco frequentati e ritrova la sua dimensione nella solitudine. E’ un bisogno profondo il suo, non si tratta di essere asociali, è strutturalmente fatto così.
L’estroverso, al contrario, se è stanco e giù di energie, ha bisogno di stare con le persone, di incontrare amici, di parlare. Spesso quindi nascono le incomprensioni. L’introverso non capisce la facilità che ha l’estroverso di parlare dei suoi fatti personali e lo giudica un superficiale, e a suo volta viene giudicato come un individuo chiuso e complicato, perché preferisce la solitudine alla compagnia.
Come sempre, avere a che fare con una personalità opposta alla nostra può essere occasione di grande crescita, noi evolviamo nella misura in cui sperimentiamo modalità diverse dalle nostre. L’introverso dovrà imparare ad aprirsi di più agli altri, l’estroverso a stare da solo, a riflettere dialogando innanzi tutto con se stesso. Mai forzare l’altro ad essere diverso da quello che è. Soprattutto se siamo genitori, dobbiamo aver presente che il primo passo per l’evoluzione è l’accettazione.






